L’ANGOLO DELLA PUERICULTRICE BARBARA

Buongiorno care mamme ...

Oggi parliamo di allattamento al seno.

Allattare è un gesto naturale ... tutti abbiamo le carte in regola per farlo ... fa stare bene voi mamme e il vostro bambino.
Il latte materno è alimento pratico-semplice ... in una parola "perfetto".
Il primo latte chiamato colostro, è di un colore giallo molto forte ed è ricco di vitamina A. Presenta un’alta digeribilità e protegge verso batteri e virus, da qui l’importanza di attaccare precocemente il bambino al seno alla nascita, già in sala parto.
Noterete che con il passare dei giorni il latte diventerà più bianco addirittura trasparente ma questo non vuol dire che non sia più nutriente: è un cambiamento del tutto normale.
Raccomando attenzione alla vostra alimentazione ovvero moderazione per sapori piccanti e forti, no alcool nè fumo.

Cosa dobbiamo fare prima di allattare

Assicurarsi che il piccolo sia pulito, sappiate che un bambino allattato al seno si scarica ed urina anche a tutti i pasti.
Pulite il capezzolo con acqua corrente senza usare saponi o detergenti in quanto possono provocare disidratazione-irritazione ed alterare il sapore del latte con conseguente riduzione dello stimolo della suzione.
Trovate una posizione comoda su una poltrona, un divano oppure a letto; potete aiutarvi con il cuscino a "C" (fig.1)

Posizioni più ricorrenti:

  • pancia contro pancia
  • a koala (ottima posizione per l’immaturità delle anche)
  • a rugby
  • sdraiati a letto (fig.2).

 

Come allattare

Posizionare il braccio del vostro piccolo sotto la vostra ascella.
Impugnare il seno a "C" (non a forbice o a sigaretta) ed avvicinare il bambino al seno.
Spremere qualche goccia di latte per indurre il bambino alla suzione.
Verificare che la bocca sia ben aperta compreso il labbro inferiore e superiore (le labbra non devono essere all’interno della bocca) e che la lingua sia sotto e non attaccata al palato; Il piccolo non si deve attaccare sulla punta del capezzolo ma fino all'areola mammaria (fig. 3)
Se la suzione non è corretta avvertirete una sensazione di bruciore, spilli e dolore; in questo caso dovete staccarlo con l’aiuto del vostro mignolo inserendolo nell’angolo della sua bocca senza strattonare.
Eseguire dei massaggi circolari sul vostro seno soprattutto dove sentirete dei ristagni di latte ("noccioline") e spremete verso la bocca del vostro bambino.
La poppata non ha orari, almeno per i primi giorni, è un allattamento a richiesta: questo vuol dire anche 10-12 volte al dì. In questo modo verra' stimolata la produzione di latte.
Il numero dei pasti è indicativo; dopo il primo periodo sappiate che normalmente un neonato con peso adeguato per l’età fara' 6-7 pasti, mentre un prematuro ne farà 8-9.
Successivamente dare una regola, almeno di 3 ore tra una poppata e l’altra.
Non dare acqua e tisane in aggiunta in quanto interferirebbero con la produzione di latte e confonderebbero il piccolo.
La poppata deve durare 10-20 minuti indicativamente alternando i due seni ad ogni pasto.
Ricordatevi di far fare sempre il "ruttino" tra una poppata e l'altra per evitare che ingerisca aria, riducendo le coliche gassose, dopodiché posizionarlo nella culla supino.
In caso di rigurgiti mettere il lettino inclinato in modo che la testa resti più in alto del corpo; potete aiutarvi mettendo una salvietta arrotolata più volte (fig. 4).
L’aumento di peso settimanale si aggira tra i 120 e 160 grammi.
Non svegliate il bambino per il pasto notturno se cresce correttamente.
Ricordatevi di idratarvi durante l'allattamento e di seguire una dieta sana perchè le sostanze nutritive assunte arricchiscono il latte che date al vostro figlio. Vi consiglio integratori naturali in capsule che hanno effetti positivi e stimolanti sulla produzione di latte

 

Come capire se si allatta correttamente

Assicuratevi che la suzione sia corretta e che ingurgiti il latte.
Verificate che ci sia l’intervallo sonno-veglia di almeno 3 ore tra un pasto e l’altro.
Controllate che urini ai pasti e che si scarichi durante la giornata.
Verificate che la fase di turgore-dolenzia del vostro seno regredisca.
Sono contraria alla doppia pesata in quanto fonte di "stress"; non tutte le poppate sono uguali in quanto varia la quantità di latte assunto e questo reca ansia e confusione. Se proprio ritenete opportuno farla solo per una vostra sicurezza, eseguitela sistematicamente per una giornata intera; dalla somma dei valori riscontrati alle singole pesate si capirà quanto effettivamente il bambino ha mangiato in un giorno ... dopo di che fermatevi.
Il latte materno si può congelare per 6 mesi; una volta scongelato consumare entro 24 ore. Nel frigo una volta tolto dal seno si può conservare per 3 giorni.

 

Tre possibili problematiche

1) Montata lattea o ingorgo mammario
Se il seno appare rosso-gonfio-turgido-dolente con sensazione di calore al tatto eseguite spugnature caldo-umide con una salvietta e docce calde, aiutandovi con la cornetta orientando il getto direttamente sul seno. Fate dei massaggi circolari soprattutto dove trovate ristagni di latte ("nocciolini") con spremitura verso il capezzolo (fig. 5).
Cambiate spesso la posizione della suzione durante la poppata (guarda le posizioni più ricorrenti sopradescritte)
Controllate che la suzione sia corretta (guarda come allattare).
Nel caso in cui compaiono altri sintomi come sensazione di malessere generale, dolore o sensazione di bruciore continuo durante l'allattamento e febbre intorno ai 38°, consultare il Medico in quanto potrebbe esserci in corso una mastite; ricordatevi che la presenza di una mastite non implica la cessazione dell’allattamento.

2) Ragadi
Possono comparire se il bimbo non è attaccato correttamente quindi è importante verificare la posizione del bambino e la suzione.
Il latte materno può agevolare la guarigione del vostro capezzolo quindi basterà massaggiarlo con qualche goccia di latte prima e dopo la poppata; lasciate asciugare i capezzoli all’aria.
Nel caso le ragadi persistano, potete utilizzare creme di lanolina pura o di olio alla calendula; questi sono prodotti naturali che non necessitano di rimozione prima del pasto e che soprattutto non disturbano il neonato.
Nel caso di abbondante produzione di latte potete utilizzare in alternativa alle coppette ossorbilatte, i proteggi capezzoli con fori per la traspirazione o le coppette proteggi capezzolo in argento.

3) Coliche gassose
Borbottio e aria nel pancino, pianto insistente e inconsolabile, il bambino tira le gambe ed emette il gas; sono questi i segni delle coliche gassose, generalmente soventi durante la notte.
Il latte assunto fermenta nell’intestino del bambino producendo gas che si somma all'aria introdotta durante la suzione "vorace".
Cosa fare in caso di coliche gassose?
Correggere la suzione durante la poppata.
Offrirgli il seno avendo l’accortezza di far fare il ruttino soprattutto durante l’intervallo tra un seno e l’altro.
Tenerlo in braccio a pancia sotto e massaggiare l'addome con la mano ed eseguire movimenti a mo' di "bicicletta" delle gambine; la consulenza con un Osteopata può offrirvi un supporto.
Coccolarlo e offrirgli il ciuccio.
Ottimo il contatto con la fascia-marsupio
Interpellare il Pediatra per eventuale assunzione di un farmaco.

 

Mi permetto di darvi 5 consigli come mamma e puericultrice che reputo fondamentali:

  • datevi del tempo per conoscere vostro figlio; se voi siete serene lo sarà anche lui.
  • il neonato non è un bambolotto; piange, dorme, mangia ma sta anche sveglio.
  • abituatelo ai suoni e rumori.
  • coccolatelo serenamente ma ricordatevi di dedicare del tempo anche a voi stesse, a vostro marito e alla vostra casa; non perdete le amicizie ... con il bimbo si può fare tutto!
  • se in difficolta,' chiedere aiuto al personale qualificato-esperto.

Un abbraccio a tutte, da Barbara ♥

La cura del seno materno

Innanzitutto ricordatevi prima e dopo la poppata di pulire accuratamente il capezzolo con acqua corrente senza usare saponi o detersivi in quanto possono provocare disidratazione-irritazione ed alterare il sapore del latte con conseguente riduzione dello stimolo della suzione.
Dopo ogni poppata lasciate asciugare i capezzoli all’aria, il più possibile.
Nel caso compaiono delle lievi ragadi ricordatevi di controllare sempre la suzione "corretta" del neonato e la sua posizione durante allattamento.
Sappiate che il latte materno può agevolare la guarigione del vostro capezzolo quindi basterà massaggiarlo con qualche goccia di latte prima e dopo la poppata.
Nel caso le ragadi persistano, potete aiutarvi con creme a base di lanolina pura o di olio alla calendula; questi sono prodotti innocui e naturali che non necessitano di rimozione prima del pasto e che soprattutto non disturbano il neonato.
Nel caso usiate coppette assorbilatte, ricordatevi di cambiarle frequentemente per ridurre il rischio di infezioni batteriche e funginee (come il mughetto).
Nel caso di abbondante produzione di latte potete utilizzare in alternativa alle coppette ossorbilatte, i proteggi capezzoli con fori per la traspirazione che devono essere inserite nel reggiseno dedicato.
Ottime anche le coppette proteggi capezzolo in argento.

Il Bagnetto

Un momento molto rilassante e rinfrescante è il  bagnetto;  non è un obbligo farlo tutti giorni in quanto il neonato ha un sudore diverso dal nostro e vive in un ambiente pulito.
Non dovete farvi prendere dall’igiene "sfrenata",  al tempo stesso non ci sono controindicazioni nel  farlo quotidianamente.
E' importante preparare acqua tiepida (32°- 35°), controllatela  semplicemente con il vostro gomito che è la parte più sensibile del corpo.
Potete utilizzare un vaschetta, il lavandino o in un normalissimo catino.
Vi consiglio di usare prodotti neutri delicati e naturali senza lasciarvi ingannare da prodotti commerciali peraltro costosi.
Ricordatevi di aggiungere sempre un cucchiaio di amido di riso o amido di mais.
Non aiutatevi con spugne ma  basta semplicemente la vostra mano.
Prima di iniziare il bagnetto preparare tutto il materiale necessario per l’igiene e gli indumenti, questi ultimi in ordine di vestizione.
Eseguite sempre un’accurata detersione delle mani prima di procedere.
Immergete il vostro piccolo accarezzandolo e parlandogli sempre,  trasmetterete un senso di tranquillità.
Alla fine del bagnetto asciugatelo con un spugna morbida senza sfregare ma tamponando la cute.
Non usate il barotalco,  se proprio lo desiderate potete usare l’olio oliva o di mandorle abbinato ad un massaggio rilassante.
Per favorire l’essiccamento del moncone ombelicale lasciatelo esposto all’aria se  possibile  o proteggetelo  con  semplici garze sterili.
Per quanto attiene alla pulizia delle orecchie,  limitatevi alla cura del padiglione esterno ed all’accesso del condotto uditivo  servendovi di soluzione fisiologica e garze sterili senza utilizzare cotton fioc.
Per la detersione del naso vi raccomando di procede con la semplice instillazione di alcune gocce di soluzione fisiologica.
Per gli occhi utilizzate garze sterili e fisiologica; la pulizia deve essere condotta  dall’interno all’esterno ripetendo più volte il gesto cambiando ad ogni movimento la garza sterile.